giovedì 24 agosto 2017

Guidami, Signore, sulle tue vie

Il sesto giorno del CampoScuola è dedicato al momento forte della preparazione alle Sante Confessioni

La tartaruga Cassiopea, nel romanzo di Momo, ricopre un po’ la figura della guida spirituale e anche dell’angelo custode. In questa giornata dedicata all’esame di coscienza e alle Sante Confessioni è proprio il personaggio giusto per aiutare i ragazzi ad entrare dentro se stessi. Occorre aiutare i ragazzi a capire che – per quanto uno possa essere in gamba, o addirittura una persona straordinaria (come lo era Momo) – da soli non si può sconfiggere il male presente in sé e nel mondo: c’è sempre bisogno di qualcuno che ci venga ad aiutare, guidandoci verso il centro di noi stessi, il nostro cuore, per capire chi siamo veramente e da dove viene la nostra vita. L’importanza di avere una figura adulta di riferimento che – volendo il nostro bene – ci faccia da guida e custode. La bellezza però, anche di essere – nel nostro piccolo – delle “Cassiopee”, delle piccole guide gli uni per gli altri (è ciò che in ambito cristiano si chiama “correzione fraterna”).
Riportiamo, anche questa volta, un riadattamento semplificato della narrazione dell'autore del romanzo:
Momo era ancora seduta sulla gradinata delle rovine. Aspettava. Non avrebbe saputo dire che cosa; ma, in qualche modo, sentiva di dover aspettare. E per questo non si era ancora decisa ad alzarsi per andare a dormire. Improvvisamente qualcosa le sfiorò i piedi nudi. Si chinò, perché c’era molto buio, e vide una grossa tartaruga - dalla bocca curiosamente aperta al sorriso - che la guardava in faccia con la testolina alzata. I suoi intelligenti occhietti neri brillavano con tanta amabilità che pareva sul punto di parlare. Momo si chinò del tutto e le solleticò la gola.

Momo
(stupita alla comparsa di Cassiopea) Ehi là, chi sei tu, bestiolina? …Brava, tu che vieni a tenermi compagnia, tartaruga. Almeno tu. Che vuoi?
Narratore
Momo non sapeva se non l’avesse notato prima o se per caso si verificasse in quel momento, il fatto è che sulla corazza della tartaruga rilucevano delle lettere che parevano uscire dal disegno delle piastre

(Cassiopea espone sul guscio posteriore un cartello con scritto “VIENI!”)
Momo
(rizzandosi) Lo dici a me?!

(Cassiopea si avvia per guidare Momo fuori dall’anfiteatro)
Momo
(rivolta ai ragazzi) Credo dicesse proprio a me…

(Cassiopea espone sul guscio posteriore un cartello con scritto “SSSHH! DOBBIAMO SCAPPARE!” Momo – stupita – esce di soppiatto dietro a Cassiopea)
Narratore
Momo, guidata dalla tartaruga, vagava lentamente attraverso la grande città che ormai non riposava più nemmeno a notte fonda. Gli uomini andavano e venivano in fretta, irrequieti, frenetici… un’enorme moltitudine che si urtava, ti sbatteva da parte con insulti, ti investiva impaziente e intollerante, oppure trottava in file senza fine - uno dietro l’altro. Sulle strade trafficate incalzavano le automobili e tra di esse rombavano enormi autobus sovraccarichi di gente. Sulle facciate delle case si accendevano e si spegnevano di continuo le insegne luminose. Momo, che mai aveva visto un tale spettacolo, camminava come in un sogno ma senza perdere di vista la tartaruga che la precedeva. Attraversavano grandi piazze e strade illuminate, le macchine sfrecciavano da ogni parte, i passanti premevano intorno ma nessuno prestò attenzione alla bimba con la tartaruga. Eppure non dovettero mai scansare niente e nessuno, né furono urtate, nessuna macchina dovette frenare per causa loro. Era come se la tartaruga sapesse in anticipo e con assoluta certezza dove e in quale momento non sarebbe passata una macchina né un pedone. Così non dovettero mai affrettarsi o fermarsi per aspettare. E Momo si meravigliava che si potesse andare tanto piano e procedere tanto rapidamente.

Attività
1. Dopo la scenetta don Pietro aiuta i ragazzi a riflettere sul senso del personaggio di Cassiopea, sull’importanza di avere una guida sicura che “vede avanti” e quindi ci sa condurre dove è meglio per noi. Nessuno di noi può farne a meno o pensare di riuscire a trovare da solo la strada giusta.
2. Ogni ragazzo deve scrivere su un cartoncino (con dietro stampata una tartaruga) chi – nella sua vita di tutti i giorni (particolarmente in questo periodo) è “la sua Cassiopea personale”, cioè la persona che lo guida e lo aiuta ad andare in profondità, a ritornare al centro di sé. I cartoncini saranno poi messi in un cestino che sarà portato all’altare durante l’offertorio.
3. Ogni ragazzo – prima di essere mandato “nel deserto” (per la riflessione, la preghiera e la preparazione personale) riceverà un altro cartoncino con stampato in alto il nome di un suo compagno con l’invito a scrivere il primo consiglio che gli viene in mente di dare a quel compagno di cui ha pescato il cartoncino. Il consiglio dovrà essere spontaneo e sincero: per quanto possa essere una “correzione fraterna” non dovrà essere espresso in forma di critica ma di sprone positivo. Anche questi cartoncini verranno messi in un cesto e saranno distribuiti ai destinatari alla fine della Santa Messa (nel momento di silenzio dopo la Santa Comunione).